Spazio all’esperto – Prof. Giuseppe Lavenia

Benvenuti sul nuovo programma “Spazio all’esperto: il villaggio globale e le generazioni homo digitalis” .

E’ nato ufficialmente il mio canale Youtube di Crismerlapignola.com, un canale che si propone di divulgare gratuitamente informazioni su come gli strumenti tecnologici stanno cambiando la nostra vita e quali sono i rischi a cui prestare attenzione.

L’obiettivo di questo canale è dedicare dello spazio a professionisti nel campo dell’educazione, esperti, educatori, psicoterapeuti, pedagogisti per dare valore ai contenuti che tratto e che pubblico mensilmente.

Insieme a loro esploreremo il mondo digitale dei nostri figli per capirlo meglio e imparare il loro linguaggio, ma sopratutto, per insegnare loro un uso consapevole e corretto dei media digitali. Gli adolescenti sono e saranno sempre davanti a noi in campo tecnologico, non saremo mai abili come loro ma possiamo fare molto per trasmettere loro regole chiare che possono salvaguardare la loro vita e il loro futuro.

Qui con noi questa mattina abbiamo il piacere di ospitare il prof. Giuseppe Lavenia.  Il professore è uno psicologo e uno psicoterapeuta tra i massimi esperti di dipendenze tecnologiche e cyberbullismo.

Professore Lei ha affermato che “le tecnologie non ci fanno vivere, una cosa importante da ricordare è che la tecnologia tende a dissociare le emozioni dal rappresentarle, quindi noi usiamo le emozioni – proviamo delle emozioni – ma per esempio non usiamo il corpo.
Per questo probabilmente oggi si da meno valore al corpo”.
Ci può spiegare questo passaggio e cosa può fare un genitore per essere un valido supporto per i propri figli?

(Prof Lavenia)
Le rispondo partendo da una riflessione: cioè cosa stiamo perdendo quando utilizziamo la tecnologia, cosa si rischia di perdere.

La tecnologia lavora prevalentemente, o meglio la tecnologia mediata, quindi l’utilizzo dello smartphone lavora prevalentemente sulle emozioni istantanee, quindi qualcosa che arriva velocemente e poco rimane all’altro. Le emozioni sono istantanee, quindi sono primitive per cui noi le viviamo ma durano poco.
Più noi abituiamo i nostri adolescenti a vivere di emozioni istantanee, che poi sono la base di tutto e subito e del meccanismo delle dipendenze patologiche in generale; più abituiamo i nostri adolescenti al meccanismo delle emozioni, meno saranno capaci nella creazione del sentimento.

Emozione e sentimento non sono le stesse cose. Le emozioni come le dicevo sono istantanee, durano poco. Il sentimento invece è qualcosa su cui bisogna investire cioè bisogna creare il legame, un legame vero con l’altra persona in carne ed ossa che ci permette di vivere il sentimento.
Questo è un lavoro che noi genitori dobbiamo fare, anche perché altrimenti avremo sempre più figli ma anche adulti, incapaci di provare emozioni reali.
C’è da ricordare che le dipendenze tecnologiche non coinvolgono solo ed esclusivamente adolescenti, è una falsa illusione pensare che coinvolgano solo i figli ma coinvolgono un po tutti noi .

Rischiamo di avere sempre meno ragazzi e genitori incapaci di emettere un comportamento empatico solidale, cioè non riusciamo più ad essere solidali. Meno stiamo con gli altri nella vita reale meno siamo capaci di esserlo e quindi se noi per primi iniziamo a lavorare sui sentimenti da un lato e quindi a ricostruire un legame con nostro figlio anche solo toccandolo e abbracciandolo, spianeremo la strada per un rapporto basato sul sentimento.

Io molto spesso quando vado in giro faccio fare un esercizio molto semplice che può sembrare anche banale, chiedo di abbracciarsi e poi chiedo da quanto tempo non lo facevano, e magari scopri che non lo facevano da anni o che non si toccavano più oppure che non lo avevano addirittura mai fatto se non quando erano piccolissimi.

Il contatto crea un legame, poter mettersi nei panni dell’altro, tutti abbiamo bisogno di un abbraccio, tutti abbiamo bisogno del contatto .
Come dire, anche gli animali cercano costantemente il contatto e noi veniamo da li…. Quindi noi dobbiamo lavorare per cercare di ridare valore al corpo.
Meno valore diamo al corpo più sarà difficile esprimere sentimenti verso gli altri. Un corpo che in realtà non è che non esiste in rete, esiste ma sta fermo e tiene tutto dentro. E’ un falso mito dire che quando si è in rete, quello che si fa in rete non si usa il corpo; se ci pensa io e lei lo stiamo usando il corpo, siamo fermi ma non stiamo esprimendo tutto quello che dovremmo esprimere se ci fosse un altro. Quindi questo corpo si sta muovendo, è vivo ma non esprime nulla e quindi gli diamo sempre meno valore. Lui sta fermo ma la nostra mente viaggia.

Vede la nostra mente non riesce a differenziare tra quella che è un immagine mentale e quella che è la realtà, o meglio fa molta difficoltà; il proprio corpo resta apparentemente fermo ma la nostra mente sta viaggiando.
Questo è uno dei meccanismi che crea nel tempo sicuramente disturbi dell’attenzione, dell’apprendimento. Quindi l’utilizzo della tecnologia in maniera sbagliata può portare dei disturbi anche se non sono per demonizzarla, assolutamente, però dall’altro lato il genitore deve fare il genitore perché i ragazzi ci insegnano ad usare lo strumento, ma noi dobbiamo consegnargli il dare il senso alle cose. Se non insegniamo questo rischiamo di creare una generazione anaffettiva capace solo di emozioni veloci e istantanee .

Ringrazio il Prof. Lavenia per il suo intervento e per avermi concesso del suo tempo.

Crismer

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