Come prevenire e combattere il cyberbullismo

Se stai leggendo questo articolo molto probabilmente sei un genitore preoccupato che desidera aiutare i propri figli a capire come prevenire e combattere il cyberbullismo.

Evidentemente hai capito che il modo migliore per farlo è quello di aggiornarsi costantemente su temi legati alla tecnologia e in particolare come questa può avere una profonda influenza nella vita dei tuoi figli.

Come per il cyberbullismo, spesso la tecnologia può contribuire allo sviluppo di fenomeni nuovi o che, seppure esistono da molto tempo, hanno assunto forme e modalità diverse da quelle che conosci.

Andiamo ad analizzare insieme il significato di questo fenomeno per poi approfondire e rispondere alla domanda iniziale e cioè: come combattere il cyberbullismo.

Per capire esattamente cosa significa cyberbullismo, bisogna aver presente il suo significato.

Bullismo e cyberbullismo cosa sono

Che cos’è il bullismo?

guida sul cyberbullismo per i genitori

Leggi questa guida per capire che cos'è il cyberbullismo e quali azioni preventive puoi fare come genitore.

Accetto i termini della  Privacy Policy

Guarda prima questo >> VIDEO.

Il bullismo è un’azione o un fenomeno intenzionale e che dura per lunghi periodi. Secondo Dan Olweus, pioniere degli studi e degli interventi in questo campo,

Uno studente è oggetto di azioni di bullismo, ovvero è prevaricato o vittimizzato, quando viene esposto, ripetutamente nel corso del tempo, alle azioni offensive messe in atto da parte di uno o più compagni” (D. Olweus, Bullismo a scuola: ragazzi oppressi, ragazzi che opprimono, Giunti, Firenze, 1996, p.11)

Il bullo in genere è arrogante, impertinente, è uno spaccone e un prevaricatore.

Ma queste qualità negative sono la causa di un malessere dello stesso bullo che devono ricercarsi nel suo ambiente famigliare in particolare.

Questo fenomeno esiste da molto tempo soprattutto tra ragazzi adolescenti e bambini.

Ancor prima che esistessero i media digitali il bullismo era già comune tra queste due categorie e si consumava tra i bachi di scuola o nelle piazze dove ci si ritrovava per lo svago.

E’ importante fare chiarezza su alcuni punti per evitare di fare confusione.

Possiamo parlare di bullismo solo quando si verificano le seguenti condizioni:

  • i protagonisti sono sempre bambini o ragazzi, in genere in età scolare, che condividono lo stesso contesto, più comunemente la scuola.
  • gli atti di prepotenza, le molestie o le aggressioni sono intenzionali, cioè sono messi in atto dal bullo (o dai bulli) per provocare un danno alla vittima o per divertimento.
  • c’è persistenza nel tempo: le azioni dei bulli durano nel tempo, per settimane, mesi o anni e sono ripetute.
  • c’è asimmetria nella relazione, cioè uno squilibrio di potere tra chi compie l’azione e chi la subisce, ad esempio per ragioni di età, di forza, di genere e per la popolarità che il bullo ha nel gruppo di suoi coetanei.
  • la vittima non è in grado di difendersi, è isolata e ha paura di denunciare gli episodi di bullismo perché teme vendette.

Chiariti questi aspetti, possiamo mettere a confronto i due fenomeni che, come ti renderai conto, non sono poi così differenti.

In realtà il cyberbullismo non può esistere senza bullismo che né è un’estensione Condividi il Tweet

Bullismo e cyberbullismo a confronto

  • I bulli sono generalmente compagni di classe o frequentanti il medesimo istituto della vittima; i cyberbulli sono ragazzi o adulti che potenzialmente possono operare da ogni parte del mondo.
  • Il bullismo è circoscritto ad un determinato ambiente (solitamente scolastico) mentre il cyberbullismo ha la possibilità di agire su un ‘territorio’ sconfinato, la rete.

    Ad esempio le minacce esercitate attraverso materiale fotografico possono essere diffuse in maniera capillare attraverso gli strumenti messi a disposizione dal web.

  • Il bullo agisce in un arco temporale circoscritto essenzialmente all’orario scolastico; il cyberbullo può agire in qualunque momento della giornata.
  • Il bullo è identificabile; l’identità del cyberbullo è nella maggior parte dei casi sconosciuta.
  • L’azione del bullo è talvolta arginata dal contesto (docenti, compagni di classe e personale scolastico); il cyberbullo agisce in piena libertà.

Cos’è il Cyberbullismo

Se analizziamo il termine inglese comprendiamo che quando si parla di cyberbullismo ci si riferisce ad una forma di bullismo legato agli strumenti elettronici.

Cyber bulling significa letteralmente ‘bullismo elettronico’, che comprende quindi tutti quegli strumenti che hanno a che fare con i nuovi media digitali.

Possiamo affermare quindi che il cyberbullismo è un'espressione digitale del bullismo Condividi il Tweet

Un particolare che voglio evidenziare senza voler scendere in discorsi e analisi troppo ‘scientifiche o filosofiche’, riguarda quanto hanno affermato alcuni ricercatori.

Da alcune ricerche hanno concluso che il cyberbullismo possa considerarsi bullismo anche con una singola azione (ad esempio la pubblicazione di immagini intime riservate o calunnie …), in quanto internet permette la permanenza nel tempo e la visibilità ad un pubblico molto più ampio.

Chiarite le principali e significative analogie, possiamo rispondere alla domanda che è l’oggetto del titolo di questo articolo.

Come prevenire e combattere il cyberbullismo: 5 strategie

Per combattere il cyberbullismo occorre immergersi nel mondo digitale dei vostri figli.

I genitori devono imparare a sporcarsi le mani e capire quali ecosistemi digitali frequentano i propri figli, per comprenderne gli eventuali rischi Condividi il Tweet

Ma lo strumento che ha senza dubbio la migliore efficacia è l’esempio.

Ma ecco alcuni consigli che, non vogliono essere ‘universali’ ma semplicemente una linea guida da ampliare, personalizzare e che sicuramente potrà evolvere nel tempo.

Se un bambino o ragazzo si trova ad affrontare il problema del bullismo o cyberbullismo, può in prima battuta provare a:

  1. Ignorare qualsiasi commento sprezzante, sarcastico, denigratorio, ovviamente finché è possibile.
  2. Se le offese diventano costanti, più gravi non esitare a parlarne con un adulto.
  3. Stare attento a quello che pubblica in rete e alle amicizie che accetta sui social network.Essere consapevole che curare le amicizie on line come quelle off line non è sinonimo di debolezza, ma di tutela verso se stesso.

    Internet e tutti gli strumenti che mette a disposizione non è da demonizzare; tutto dipende dall’uso che se né fa.

  4. Stare attento alla sua privacy. Cercare di capirne di più su come proteggere la propria privacy, è una cosa molto importante.

    Controllare spesso la sua privacy, quello che pubblica on line non è noioso o superfluo.

    Le informazioni che si lasciano in giro su di se anche nella vita reale, possono dire agli altri chi sei e rafforzare in positivo o in negativo la tua identità digitale.

  5. Lasciare che siano i genitori ad essere la propria guida, il faro principale da seguire. Insieme a loro sarà possibile imparare a scegliere amicizie sane e che ti vogliono veramente bene.

Il modo migliore comunque, per combattere questo fenomeno, è senza dubbio fare prevenzione.

Per prevenire però occorre sapere quali segnali possono essere evidenti in un ragazzo così che tu genitore possa andare in “modalità di allarme”.

Ci sono anche software che possono venirti in aiuto per aiutarti a prevenire il cyberbullismo.

Avrai sentito parlare del ‘Parental Control’, un sistema che è ormai presente in tutti i dispositivi di ultima generazione.

Questo strumento prevede tutta una serie di funzionalità che possono aiutarti a proteggere tuo figlio nel cadere vittima di materiale non adatto o in zone della rete poco raccomandabili.

Puoi consultare il sito Parental Software Review che menziona ed esprime un giudizio su software e applicazioni concepiti per combattere il cyberbullismo.

Cosa fare per accorgersi che sta accadendo qualcosa?

È fondamentale l’osservazione e alcuni modi di pensare più di altri, potrebbero aiutarti a capire che qualcosa non va.

Ovviamente, presi da soli, questi elementi potrebbero essere indice di altre problematiche o di una normalissima fase della crescita.

Tuttavia se noti qualcosa, ad esempio:

  1. Cambiano improvvisamente il comportamento con gli amici, a scuola o in altri luoghi che frequentano.
  2. Sono restii a frequentare luoghi che coinvolgono altri.
  3. Evitano l’uso di computer, smartphone e altre tecnologie.
  4. Sono visibilmente stressati ad ogni notifica che ricevono sul loro cellulare.
  5. Mostrano scarsa autostima.

Di seguito, alcuni consigli per aiutare tuo figlio a difendersi:

  • Parla ai tuoi figli del fenomeno. Informati su cosa fanno quando sono on line.

    Devi conquistare la loro fiducia parlando come loro, pensando come loro, immedesimarti nella loro età.

    Solo in questo modo caro genitore, otterrai informazioni preziose da tuo figlio che ti aiuteranno a capire il suo mondo e le sue preoccupazioni.

  • Tieni il computer di famiglia in una posizione centrale, ovvero in un luogo accessibile e soprattutto visibile a tutti.

    Questo è un modo per evitare che tuo figlio si isoli quando naviga su internet.

    Purtroppo con l’evolversi della tecnologia la precedente affermazione non è più completamente valida.

    I giovani possono collegarsi ad Internet mediante tanti altri strumenti come lo smartphone (con il quale sono iperconnessi), la consolle di video giochi ecc.

Ecco perché soprattutto con gli adolescenti è indispensabile avere e mantenere nel tempo un dialogo aperto.

Ecco alcuni consigli:

  • Cerca eventuali segni di bullismo online. Ad esempio, se tuo figlio sembra infastidito quando è online o è riluttante ad andare a scuola.
  • Segretezza delle password. Suggerisci ai tuoi figli di non condividere password o altre informazioni che li possano rendere vittime di episodi di bullismo o di non dare in prestito cellulari o computer portatili.
  • Sprona i tuoi figli a fare amicizie sanee chiedi agli amici di stare in guardia.

    I cyberbulli sono meno propensi a infastidire le persone che hanno amicizie solide. Se una vittima ha amici che gli vengono in aiuto, il bullo solitamente desisterà.

  • Fatti aiutare dalla tecnologia. Attiva le funzioni di sicurezza disponibili su numerosi programmi e servizi, come ad esempio quelle di windows 10, Xbox LIVE, play station e il lettore multimediale digitale Zune.
  • In generale, monitorare ogni cambiamento d’umore del ragazzo, che lo porta ad essere più isolato, agitato o depresso, o che manifesti una mancanza di autostima, senza altro motivo.

Cosa fare se ti accorgi che tuo figlio è vittima del cyberbullismo?

Sul piano personale puoi insegnare tuo figlio a:

  • Non reagire
  • Non vendicarsi
  • Non mettersi nei pasticci
  • Sorprendere il bullo con risposte che non si aspetta
  • Non restare ma di andare via immediatamente
  • Acquistare sempre più sicurezza
  • Parlare con te o con un amico fidato.

Cosa puoi fare se ti accorgi di essere vittima di cyberbullismo?

Parlarne con i tuoi genitori e/o con un insegnante.

Questo primo passo ti farà sentire più sollevato psicologicamente.

Non commettere l’errore di affrontare da solo il problema soltanto perché provi imbarazzo o vergogna.

Parlarne con un adulto fidato ti permetterà di risolvere la situazione.

Loro di sicuro sapranno darti i consigli giusti e l’aiuto necessario e utilizzeranno gli strumenti a loro disposizione per chiudere definitivamente la situazione.

Prima di concludere vorrei che tu guardassi un video che ho trovato in rete durante le mie ricerche per scrivere questo articolo.

Ma ti chiedo di spendere qualche secondo per condividere questo articolo.

Altre risorse per conoscere e combattere il cyberbyullismo

Ti lascio con un ultimo video documentario che puoi trovare alla fine di questo articolo.

E’ un indagine che va ad esaminare che cos’è il cyberbullismo e quali sono gli effetti che può provocare nelle vittime.

Per concludere, ti indico alcune informazioni utili che possono arricchire la tua conoscenza sull’argomento, completando quanto già ti ho esposto in questo articolo.

http://www.generazioniconnesse.it/

http://www.42yo.com/cyber/bullismo.html

Vademecum per genitori e insegnanti, leggilo quì

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