Diventare un genitore digitale è possibile!
La tecnologia, internet e i social sono sempre più presenti nella vita di tutti noi e soprattutto degli adolescenti, che rischiano di isolarsi dalla vita reale e dalla famiglia.
Cresce anche il fenomeno del cyberbullismo di cui vi sto parlando sempre più spesso sulla mia pagina Facebook.
Ma cosa puoi fare come genitore? Come devi comportarti e quale linguaggio usare per mantenere un dialogo con i tuoi figli?

DARE REGOLE CHIARE

Dare regole chiare ai figli sull’uso del cellulare, ma anche metterli in guardia dai pericoli che corrono, soprattutto facendo loro leggere le notizie o vedere i filmati delle conseguenze che possono avere certi comportamenti su internet. In una parola, occorre educarli nell’uso della tecnologia e del web, senza lasciarli soli .

“L’educazione (o, come mi piace definirla, l’Alfabetizzazione) al corretto uso del web e del cellulare non inizia quando i ragazzi sono già adolescenti, ma deve partire prima, fin dall’infanzia, iniziando a non utilizzare lo smartphone come mezzo per distrarre o consolare i propri figli” spiega la dottoressa Barbara Volpi, psicologa, collaboratrice del Dipartimento di Psicologia dinamica e clinica della Sapienza – Università di Roma e membro dell’Italian Scientific Community on Addiction della Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento Politiche Antidroga.

Alfabetizzazione digitale start social

Un percorso gratuito di educazione digitale che puoi seguire quando sei più comodo e direttamente da casa tua. Arricchirai le tue conoscenze e sarai in grado di affiancare i tuoi bambini per un uso più consapevole e sicuro della rete e dei media digitali.

IL RUOLO DEL GENITORE

Come capire se i propri figli sono vittime di bullismo online o stanno vivendo una situazione di disagio?

“Innanzitutto bisogna seguirli, interessarsi a loro e a cosa stanno facendo: se quando vanno a giocare a calcio gli si chiede come è andata la partita, nello stesso modo si può e si deve domandare loro cosa fanno, con chi ‘chattano’, insomma cercare di conoscere il mondo in cui stanno vivendo, che spesso è sempre più virtuale, non reale”.
Una ricerca del Microsoft Research Center mostra come “il mondo dei social ha per i ragazzi la stessa importanza e lo stesso valore di una passeggiata in un centro commerciale o di un’uscita per andare a vedere un film al cinema”. Inoltre, altra cosa da tenere in considerazione è il fatto che  WhatsApp e i social sono gratis. Credo che questo per i giovanissimi sia il massimo!

I nostri ragazzi “cercano su internet le risposte che spesso non vengono date a scuola o quelle domande che hanno paura o vergogna di porre ai genitori.

Attraverso i social network comunicano fra loro ed esprimono la propria personalità, anche sperimentando nuove e diverse identità, e modi di presentarsi all’esterno. Il tutto senza sentirsi controllati e giudicati dai genitori.

Il vero problema è la sempre maggiore diffusione della cosiddetta “famiglia dissociata“: un nucleo apparentemente normale, dove però a cena si mangia con la tv accesa, i figli hanno lo smartphone in mano e nessuno parla.



“Si è insieme, ma non si condivide niente”.

Occorre, invece, un’inversione di traiettoria, seguendo un percorso educativo che porti alla comunicazione e alla condivisione.
La tecnologia non è da demonizzare: ad esempio, si può anche creare un gruppo WhatsApp della famiglia, si possono guardare insieme i social o le foto, ma in momenti ben precisi. Questo, però, è un percorso che inizia quando i figli sono ancora bambini e la prima regola è non dare loro il cellulare quando sono piccoli: mai sotto i tredici anni e mai per distrarli o consolarli. Può sembrare più comodo, quando non si ha la possibilità o il tempo da dedicare loro, o quando ci si vuole ritagliare un momento per sé, “ma le conseguenze si pagano dopo e le vediamo ormai tutti i giorni tra i ragazzi in terapia” spiega la già citata Dottoressa Volpi.

ADOLESCENTI ISOLATI

Sempre più adolescenti vanno a finire in terapia e questo è l’effetto del fenomeno conosciuto come sindrome di Hikikomori: sempre più ragazzi finiscono con il chiudersi in casa, per chattare o giocare ai videogames” dice la psicologa. Si tratta di una patologia che in Giappone si stima che colpisca già 30 mila giovani, che si allontanano dalla società reale, per rifugiarsi nel mondo di internet.

Avere un dialogo con gli adolescenti è fondamentale, ma questo si costruisce fin da bambini, quando gli si leggono le fiabe, le si commentano, si parla o si gioca con loro, insomma si empatizza e si crea un attaccamento affettivo: se tutto questo non c’è stato, se quando fanno i capricci gli si dà un cellulare in mano per calmarli, da ragazzi non si potrà pretendere di comunicare con loro, perché lo smartphone sarà il loro mezzo di autoconsolazione….

TRE CONSIGLI PER TE GENITORE

  1. La sicurezza: è il primo elemento da considerare per i genitori.
    Anche se non sono azioni risolutive ma quanto meno aiutano è quello di impostare dei filtri nei dispositivi in modo da limitare l’accesso ad alcuni contenuti presenti su internet. Come genitore puoi spiegare quanto può essere pericoloso condividere il luogo dove ci si trova e che tutto quello che viene postato su internet rimarrà sempre nella rete, visibile a chiunque. In futuro, un datore di lavoro potrebbe attingere ai contenuti del suo profilo social valutando anche ciò che condivide o che ha condiviso nel tempo, per comprendere quali siano le sue preferenze e le sue aspirazioni.
  2. Non dialogare con sconosciuti: Raccomanda a tuo figlio di non rispondere alle persone che non conosce né ai numeri di telefono che si presentano con la scritta privato. Per agevolare i tuoi contatti con lui, applica una suoneria particolare per le chiamate di mamma e papà.
    I messaggi sono un tema delicato.
    Ricorda a tuo figlio che i messaggi privati a volte possono diventare pubblici e che è meglio non mettere per scritto nulla di troppo personale o compromettente.
    Insegnagli a comunicare sempre con rispetto. Spiega a tuo figlio di fare attenzione alle immagini che pubblica, perché qualcuno, per dispetto, potrebbe condividere cose che lui non vorrebbe mettere a disposizione di tutti.

    Potresti fargli leggere degli articoli sui problemi che hanno avuto certi ragazzi dopo aver condiviso video o foto che li ritraggono nudi o in situazioni compromettenti con il proprio partner.  È importante che i ragazzi imparino a vedere con i loro occhi. Non limitarti a dire loro che devono stare attenti. Gli adolescenti sono sempre più aperti ai consigli di altri che a quelli dei genitori, soprattutto riguardo questi argomenti. Quindi devi essere accorto a come ti poni senza dare l’impressione di invadere la loro privacy.

  3. Infine, insegna a tuo figlio a gestire i costi dei giochi, delle app o della musica. Guidalo nel processo per fargli capire come usare il denaro a sua disposizione. Per i più grandi, paga l’eventuale abbonamento a metà. Sarà un modo semplice e naturale per controllare i conti e nel contempo per responsabilizzare tuo figlio inducendolo a partecipare alle spese”.

Essere genitore è un ruolo arduo e a volte non si ottengono i risultati sperati almeno nei tempi sperati. Ma a rendere le cose più difficili è la tecnologia con il suo mondo digitale. Questo è un aspetto a cui i genitori, almeno i generale, non erano preparati e hanno affrontato la realtà come meglio potevano spesso purtroppo nel modo sbagliato.

Questo deve sensibilizzarti, motivarti per compiere ogni sforzo necessario per allinearti con i tempi, capire come ci si muove in questo mondo digitale e cercare di adattare le regole che impari alla tua famiglia. Nella maggior parte dei casi non è cosa semplice perché il tempo non basta mai. Ecco perché ritengo che hai bisogno di un ‘tutor’ o un ‘coach’ che possa seguirti passo dopo passo nel tuo apprendimento.

Internet è un ‘mondo’ o se preferisci uno  spazio virtuale stupendo che ancora oggi personalmente mi entusiasma ma occorre usarlo con rispetto e consapevolezza. Se comprendi questo hai già fatto un primo grande passo nel mondo digitale per aiutare i tuoi figli.
Se vuoi approfondire questi ed altri argomenti continua a seguirmi e se lo desideri lasciami qui la tua email preferita compilando questo Form così potrò inviarti articoli come questi e potrai iniziare il tuo percorso di ‘alfabetizzazione digitale‘ .

Crismer.


3 Regole per insegnare ai bambini la sicurezza on line

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